Le scelte si nascondono

Le scelte si nascondono. Si nascondono perfettamente. Noi ne viviamo soltanto le conseguenze. Ci ritroviamo da qualche parte, tutti, ma come diavolo ci siamo arrivati? Sapreste dirlo? Sapreste spiegarlo? Sapreste dire perché nel letto, accanto a voi, c’è quella persona e non un’altra di tutte quelle che avete incontrato, che avete amato, che avete fatto […]

Tu e il mio posto felice

Le persone sono luoghi. Le abitiamo allo stesso modo. Dapprima le esploriamo, cercando appigli alle nostre necessità e ai nostri desideri, ci camminiamo intorno, senza invaderle, senza toccarle. Restiamo a un palmo dai loro recinti, magari un solo giorno, magari anni. Aspettiamo che ci sia un motivo, o un’occasione, per visitarle davvero. Entrarci dentro. A volte […]

La geografia degli addii

Sono stanco e non so perché. Non si tratta, credo, di fatica accumulata. Quella c’è, e c’è stata, e credo sia trascurabile nell’economia di vite che non possono prescinderne. Non è stanchezza semplice, di qualcosa, di qualcuno, di un’epoca della mia vita, di un quartiere della mia esistenza. Non è nulla che passi col riposo, […]

Soprattutto te stesso

– Mi hai detto una frase l’altro giorno, in mezzo a mille insulti. Una frase importante. – Quale? Per come stavo, non ricordo nulla. – Mi hai detto: tu hai paura di essere felice, è un problema tuo. Io sono felice adesso, e voglio esserlo. – È vero. – Sai perché mi hai fatto male? […]

Antidoti

C’era un ponte, sotto di noi, si teneva in piedi a stento. Un vento fresco intorno, e le prime fotografie, chiari tentativi per accorgersi di come ci si sorride accanto, immagini integre, che contengono ogni dettaglio possibile. Hai scelto un foulard, all’improvviso, l’hai fatto scivolare intorno al collo, e io ti ho guardata farlo. Mi […]

Evoluzioni

Volava, una volta, io l’ho visto. Stava su, mi guardava dall’alto, mi osservava. Piegava le ali quel tanto che bastava ad assecondare il vento. Talvolta si posava a terra, a pochi passi da me, e provavo imbarazzo a stargli così vicino, a condividere lo stesso pavimento, lo stesso piano di terra. Poi si voltava, mi dava […]

Dopo l’occupazione

Se ne sono andati. Qualcuno mette la testa fuori dal bunker, e piange di fronte a questo scenario apocalittico. Qualcun altro esce in strada, prende una bicicletta, ammucchia dei vestiti logori e ci fa una palla. Qualcuno ride, canta. Molti camminano, semplicemente, senza andare da nessuna parte. Nessuno crede davvero che l’occupazione sia finita. Ci si […]

Il punto di disequilibrio

C’è una panchina, in un parco sotto casa mia, che non è più una panchina. Qualche vandalo si è divertito a rimuovere quasi tutte le aste di legno che componevano la sua seduta. Sono rimasti solo lo scheletro in ferro e un paio di listelli, inchiodati così bene da sopravvivere alla furia distruttiva dell’idiozia. Ogni […]