A chi compete educare alla non-violenza?

A Firenze, la preside del Liceo Leonardo Da Vinci, che è innanzitutto un’insegnante, scrive una lettera agli alunni, come riflessione dopo gli atti di violenza, un’aggressione, avvenuti fuori dal Liceo Michelangiolo sabato mattina scorso.

La preside, oltre a tante altre cose che vi consiglio di recuperare, ne dice una molto importante: le origini del fascismo sono nelle azioni di violenza. E ribadisce senza mezzi termini il no a ogni tipo di violenza. E citando Gramsci aggiunge che è dall’indifferenza che nacque, cent’anni fa, il fascismo.

Fa questo, Annalisa Savino, semplicemente.

Ora, a prescindere dal colore dell’aggressore e a quello dell’aggredito, chi potrebbe mai contraddirla? Chi potrebbe dirle che quel che ha scritto non è la sacrosanta verità e che la violenza è sempre, comunque, merda?

Nessuno che abbia un poco di benevolenza.

Lo fa, invece, il nostro Ministro dell’Istruzione, il prof. Valditara.

Avete capito bene. Il Ministro dell’Istruzione (!) riprende pubblicamente la preside, la rimprovera per quello che ha scritto e perché lo ha scritto: “In Italia non c’è nessun pericolo fascista”. “Di questa lettera io non so che farmene”. “Non compete a una preside lanciare messaggi di questo tipo”. E non si limita a questo, aggiunge che PER ORA non ci saranno provvedimenti, con un tono arrogante e censorio che poteva e doveva francamente evitare.

E a chi compete, ministro, se non a una educatrice, a un’insegnante condannare la violenza? A chi?

Forse a un Governo, che dovrebbe ripudiare decisamente questi atti riprovevoli. Forse a un Ministro come lei, che dovrebbe esprimere profondo sdegno verso un pestaggio di studenti avvenuto fuori ad una scuola. O no?

Lei dov’era sabato, ministro? Perché è rimasto in silenzio dopo quei fatti incresciosi? Perché non si è recato a Firenze, sui luoghi dell’accaduto, e non ha condannato pubblicamente lo schifo che è successo?

Quel silenzio, ministro, fa male quasi più della violenza, perché la tollera. E in modo indiretto la sostiene.

Proprio la vostra indifferenza, il vostro silenzio, rendono necessario l’intervento della preside Savino. Lo avrei fatto anche io.

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