La miseria che si fa routine

Rahman, uno dei bambini feriti che avevamo finito di operare mezz’ora prima, camminava davanti a noi avvolto in una coperta e accompagnato da un infermiere che reggeva la bottiglia della flebo e lo scortava verso la sua tenda […]. Mia figlia disse – Perché quel bambino che era in sala operatoria non piangeva? – Ne abbiamo ragionato a lungo, abbiamo cercato di capire perché quei bambini non piangono, abbiamo parlato della miseria che si fa routine, della presenza silenziosa della tragedia e, a volte, della morte. – G. Strada

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...